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07/Nov/2009 |
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Premio giuria e gradimento del pubblico, premio miglior regia e migliore attrice Al 61° Festival Nazionale di Pesaro Primo premio gradimento del pubblico, premi miglior regia, migliore attrice, migliore allestimento, migliore attore non protagonista (con la media più alta delle 18 edizioni), al 18° Festival Nazionale di Gorizia Primo premio rassegna teatrale di Bassano del Grappa Primo premio 6° Festival Dialettale "Città di Lanciano" |
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COMMEDIA Spettacolo brillante, colorato, coinvolgente, un Dario Fò diverso da quello che siete abituati a vedere, per nulla politico…vi farà divertire, con qualche riflessione… La lotta utopica e romantica del giudice Tristano contro le ingiustizie e le corruzioni è come l’estremo e caparbio tentativo di un uomo coraggioso di non soccombere, di non dover subire passivamente l’abitudine al malaffare e all’inciucio. I burattini sulla scena ed i fantocci in platea sono un simbolo, una metafora della nostra condizione di pupazzi, di automi condizionati e manovrati da altri, condannati ad una vita di passività e immobilità. Sballottati tra un “potere” e l’altro siamo incapaci di agire e di reagire. Le scene, i costumi, le maschere: tutto contribuisce a rappresentare il caos vorticoso e la routine deformata in cui siamo costretti a vivere. Il confondersi ed il sovrapporsi dei dialetti, insieme alla musica popolare di varie regioni, crea una babilonia di sonorità che avvolge tutto lo spettacolo. Questo caos infernale, che è il nostro vivere quotidiano, consente una sola via d’uscita e insieme di riscatto: l’amore. È l’amore che alla fine salverà il giudice e la sua serva. Condannati e respinti dalla società, essi saranno tuttavia liberi di amarsi. Esclusi da tutto, condannati da tutti, ma liberi, finalmente liberi. |
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