Tinnifoli
2009

12/Dic/2009

 

IL BARBIERE DI SIVIGLIA
di Giacomo Rossini
Teatro / TeatroImmagine

TeatroImmagine
Alcuni premi assegnati alla compagnia(per brevità solo quelli internazionali)

1995 - Premio della critica e del pubblico al VII C.I.F.E.T. (Cairo, Egitto);

1996 - Vincitore del Festival Internazionale di Commediadi Amburgo (Germania);

1997 - Miglior spettacolo del Festival di Teatro Europeodi Stoccolma (Svezia);

1998 - Vincitore dello Spring Theater Festival di Salonicco (Grecia);

1999 - Vincitore del Festival IFIT di Istanbul (Turchia);

2000 - Vincitore del Shakespeare International Festivaldi Hvar (Croazia);

2002 - Miglior spettacolo del Festival Les Baroquiales di Nizza (Francia);

2003 - Vincitore del Welcome Festival di Bruxelles - sez. teatro;

2005 - Miglior compagnia e miglior spettacolo delle “Giornate Teatrali Mediterranee” a La Valletta (Malta);

2006 - Premio del pubblico al Mese della Cultura Italiana di Nicosia (Cipro).

 
 

TEATRO
"Come può una compagnia di Commedia dell’arte avere l’insolenza di mettere in scena un’opera classica come “Il Barbiere di Siviglia”? Ci ricordiamo tutti l’apertura di Rossini: “…la ran la lera, la ran la là”. Non ci viene, ogni tanto, di cantare sotto la doccia “Figaro qua, Figaro là”? Si, quest’opera fa parte, inesorabilmente, della nostra cultura storica e sociale. Le arie più celebri sono state usate in tutti i frangenti: cinema, musica, televisione.... e tocca a noi, oggi, con la nostra esperienza ormai ventennale, di “profanare” un monumento del repertorio operistico italiano.

Il Barbiere di Siviglia” è un’opera leggera e buffa. Già nella scrittura del libretto (datato 1816 e inizialmente intitolato “Almaviva, o sia l’inutile precauzione”), riconosciamo subito sotto le vesti di Bartolo il nostro Pantalone de’ Bisognosi: avaro, sospettoso, eternamente innamorato d’una fanciulla tanto più giovane. E Figaro, non somiglia al nostro simpatico Arlecchino, sempre pronto a seminare intrighi attorno a lui? Il Conte d’Almaviva ci ricorda tanto Florindo, l’innamorato dell’ “Arlecchino servitore di due padroni” e Rosina è la classica giovane innamorata. Don Basilio, maestro di musica, sapientone e corruttibile, somiglia stranamente al nostro panciuto Dottor Balanzone.

Come ci è congeniale sin dal nostro esordio, e non ultimo per l’allestimento de “I Promessi sposi”, il libretto de “Il Barbiere di Siviglia” scritto da Sterbini, non è niente altro che un pretesto, o meglio, un pre-testo; una ragione apparente che metteremo davanti a noi per nascondere l’autentico motivo della nostra scelta... lo sapete già, in fondo non vogliamo celare le nostre intime motivazioni che sono il divertirsi e divertire il pubblico, rileggendo l’opera di Gioacchino Rossini a modo nostro, con il nostro “savoir faire”, con autoderisione, senza complessi, senza tralasciare il lato musicale e canoro evitando però il confronto con la divina Callas e colleghi, in virtù dell’unico vantaggio di non essere dei cantanti ma solamente… attori!" (Benoit Roland)

 

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